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Manifesto dei promotori |
La scuola italiana appare da diversi anni sempre più impegnata a proporsi come scuola di tutti, superando situazioni in qualche modo elitarie e, più recentemente, assumendo come prioritario l’obiettivo di ricondurre quantomeno a proporzioni europee il grave fenomeno dell’abbandono scolastico. In tale prospettiva, riforme di vario genere sono state via via introdotte nell’organizzazione scolastica, dall’ormai lontana introduzione della media unica alla riforma dell’esame di maturità fino alla recente soppressione degli esami di riparazione. Che tutto questo abbia prodotto e stia producendo risultati socio-culturali anche positivi e importanti è possibile, ma il quadro che a questo punto abbiamo sotto gli occhi è, per altri aspetti, motivo di grave preoccupazione. Gli esami di maturità ci mostrano oggi percentuali altissime di promossi, ma in realtà il livellamento al basso del processo educativo è evidente: ormai, il convincimento che sia comunque possibile aggirare difficoltà e raggiungere traguardi, e che né una certa predisposizione, né un severo impegno siano più necessari, è - tra gli studenti della scuola secondaria - del tutto normale.
Il fenomeno è certamente complesso, e si presta ad analisi e conclusioni contrastanti. Sta di fatto che la preparazione con cui i giovani arrivano sui banchi universitari risulta oggi - per testimonianza unanime dei docenti e per puntuale esperienza dei diretti interessati - del tutto inadeguata, sia dal punto di vista delle competenze acquisite, sia soprattutto dal punto di vista dello sviluppo delle potenzialità intellettive: sviluppo che - come lo sviluppo fisico - ha i suoi tempi fisiologici, al di là dei quali ben poco di quanto è stato perduto potrà essere recuperato. Il tutto, per un paradosso che non può non apparire drammatico, proprio mentre dall’Unione Europea, dal mondo della cultura, dal mondo del lavoro sale pressante, sotto la spinta di mutazioni sociali e tecnologiche sempre più rapide e coinvolgenti, la richiesta di una formazione di alto livello: talché la scuola dovrebbe oggi farsi carico contemporaneamente delle due contrapposte istanze, quella dell’istruzione generalizzata e quella della formazione avanzata.
Dire che è un compito impegnativo è dire niente. A nostro parere, l’impresa è disperata: attendersi che la tradizionale struttura scolastica, sia pure variamente rinnovata, potenziata e riformata, possa veramente risolvere il problema della formazione di qualità a noi sembra, per molti motivi, pura illusione. D’altra parte, in un paese che non vuol mancare all’appuntamento con l’Europa e col terzo millennio, il problema deve essere risolto, e deve essere risolto in tempi stretti: il non adeguato sviluppo delle potenzialità dei giovani rappresenta per il paese lo sperpero del suo più prezioso patrimonio di risorse, ed è ben chiaro che sta già oggi determinando il nostro declassamento culturale e politico nella comunità internazionale. Per questo, consapevoli del fatto che problemi di tale gravità e portata ricadono su tutti e richiedono l’impegno di tutti, abbiamo deciso di dare in via sperimentale il nostro sostegno a un progetto pilota che, se darà i risultati attesi, potrà aprire la strada a una fioritura di iniziative similari, e forse a un più moderno, più flessibile e più efficace modello di organizzazione scolastica.
L’iniziativa che intendiamo sostenere è quella di una scuola preuniversitaria di Fisica: una scuola di Fisica di livello decisamente avanzato, aperta alla libera e gratuita partecipazione degli studenti della scuola media superiore di Milano, quale che sia l’istituto scolastico da essi frequentato, alla sola condizione che dimostrino attitudine e determinazione. Essenzialmente, ci interessa esplorare la possibilità che, in un futuro anche prossimo, servizi culturali integrativi fortemente qualificati, centralizzati, interscolastici, liberamente e gratuitamente accessibili allo studente capace e motivato, affianchino la scuola tradizionale sollevandola da una parte almeno del fardello di responsabilità che su di essa si sono andate via via scaricando.
E’ chiaro che solo risultati di assoluta eccellenza potranno dare credibilità
alla proposta culturale e didattica che il progetto esprime: persuasi che si
tratti solo di mobilitare e organizzare capacità che già largamente appartengono
alla nostra scuola, i promotori accettano la sfida e presentano il progetto a
quanti, condividendone le motivazioni e lo spirito, sono in qualsiasi modo
disponibili a contribuire al suo successo.
Milano, 7 maggio 1996