Giovanni Tonzig

Semplicemente fisica

Fraintendimenti, bugie, buchi neri nell'apprendimento scolastico della fisica

 

Semplicemente Fisica
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I primi commenti

  • Come i precedenti testi di Giovanni Tonzig, "Semplicemente fisica" si caratterizza per eleganza, chiarezza e brillantezza nell’esposizione. Solo una vita passata sul campo, in un continuo confronto con i giovani che affrontano con preoccupazione e reverenza lo studio della fisica, ha permesso a Giovanni di far emergere con semplicità e schiettezza quel che la fisica è, parte del nostro mondo e del nostro modo di essere, da avvicinare con naturalezza e senza alcun timore.
    (Giancarlo Ruocco, Direttore del Dipartimento di Fisica e Prorettore per la Ricerca della Sapienza di Roma)
  • Le leggi fondamentali della meccanica classica, quella che si studia nei primi corsi di Fisica all'Università, sono poche e semplicissime, ma l'applicazione a casi pratici non è sempre altrettanto semplice.  Si confondono studenti che hanno diligentemente imparato tutto quel che c'è scritto nei libri di testo, ahimé talvolta si confondono anche stimati cultori della materia. A gli uni e a gli altri consiglio di leggere "Semplicemente Fisica". Tonzig va a toccare proprio quei punti dove è più facile prendere scivoloni e dà consigli preziosi per non impantanarsi in calcoli senza senso. Il suo libretto, di facile e gradevole lettura, dimostra come idee chiare sui principi di base e buona capacità di schematizzazione della situazione reale rendono tutto più semplice.
    (Alfredo Dupasquier, Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano, 20 aprile 2011)
  • È una lettura molto bella, interessante e anche divertente. Già dal titolo! Ed è certamente grande la fatica che rende questa semplicità meritata.
    (Ludovico Lanz, Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano, 25 febbraio 2011)
  • Il rigore scientifico e la chiarezza nella presentazione dei concetti, come sempre, permeano e caratterizzano i tuoi scritti.
    (Giuseppe Dalba, Direttore del Dipartimento di fisica dell’università di Trento, 14 febbraio 2011)

Premessa con dedica

Devo l’idea di queste pagine ai miei studenti IOL, il corso on line di laurea in ingegneria informatica del Politecnico di Milano (IOL = Informatica On Line).
L’idea mi è venuta leggendo giorno dopo giorno sul computer, nel forum della piattaforma IOL, le innumerevoli richieste di chiarimento che dagli studenti, durante tutto il corso di fisica, hanno continuato ad arrivarmi (costringendomi per le risposte a un lavoro improbo ma ugualmente bellissimo). Sono persone mature, non di rado con una sistemazione professionale già ben avviata, non di rado sposate con prole: i precedenti scolastici sono di solito abbastanza lontani nel tempo. Quanta ingenuità, il più delle volte, nelle domande che mi sono state poste, quale impressionante mancanza di basi! Ma, in questi studenti un po’ particolari, quale ammirevole voglia di apprendere! Quanta soddisfazione, nei loro commenti, per aver scoperto che non era poi tanto difficile, quanto rimpianto per non avere il tempo materiale per poter ragionare così, con calma, sull’intero programma d’esame ma solo, occasionalmente, su pochi punti più critici! A uno studente che nel forum mi ringraziava una volta di più «per la chiarezza delle spiegazioni», mettendomi anche un po’ in imbarazzo, ho risposto citando Popper: mirare alla semplicità e alla chiarezza è un dovere morale degli intellettuali. Ma poi ho aggiunto: non sono io che sono chiaro, è la fisica che è semplice (intrinsecamente semplice, mi verrebbe ora da dire, così come la biologia è, a mio parere, intrinsecamente complessa).
All’inizio del corso di fisica avevo fatto agli studenti una promessa: vedrete voi stessi che le idee della fisica – della vostra fisica, beninteso, la fisica dello studente – sono quasi sempre molto più facili di quanto noi (noi docenti, noi autori di libri di testo) non riusciamo a far credere. Oggi non saprei dire fino a che punto la promessa sia stata onorata: non foss’altro per effetto della tremenda scarsità – in rapporto all’ampiezza del programma – del tempo disponibile.
Qualcuno, che nella prova scritta conclusiva ha ottenuto un voto molto inferiore a quanto si era ripromesso, mi ha confidato, mentre si chiacchierava dopo l’esame, di aver trovato nella fisica difficoltà che non aveva incontrato in altri corsi: analisi, informatica... come del resto i voti sul libretto chiaramente testimoniavano. E i compagni annuivano, gli davano ragione: fisica è la materia difficile. Bella, ma difficile.
Il titolo di questo libro, «Semplicemente fisica», dice che il libro vorrebbe riprendere quella promessa di facilità e di chiarezza, vorrebbe essere la prosecuzione di un dialogo che nelle poche settimane del corso si è potuto solo avviare.
È a loro, i miei studenti IOL, quelli che ho avuto e quelli che dovessi avere in futuro, che il libro è dedicato.
Ma dedico questo libretto, con simpatia e stima, anche ai tanti appassionati di fisica – a me totalmente ignoti, non so nemmeno se studenti o altro – dai quali pressoché quotidianamente mi arrivano per email invocazioni di aiuto. La loro passione per la fisica, più forte di ogni frustrazione, è per me quasi inspiegabile. Possano queste pagine, così lontane in tutto – negli intenti, nella struttura, nel linguaggio, nello spirito – dall’idea di manuale scolastico, far loro almeno intravedere quello che uno dei miei studenti ha una volta definito il volto umano della fisica.

G.T.

Milano, giugno 2010

Errata Corrige